Avversione alla perdita
Passo 1 di 4
"The stock doesn't know you own it. It just sits there, it doesn't care what you paid, doesn't care that you own it or anything. So any feeling I have about the market is not reciprocated."
Il titolo non sa che lo possiedi. Se ne sta lì, non gli importa quanto hai pagato, non gli importa che tu lo possieda o altro. Quindi qualunque sentimento io provi per il mercato non è ricambiato.
Perdere un dollaro pesa psicologicamente più del doppio rispetto al piacere di guadagnarne uno: è l'avversione alla perdita, e produce due errori opposti ma collegati.
Il primo errore è vendere troppo presto i titoli in guadagno, per "blindare" un profitto prima che possa sparire - anche quando l'azienda vale ancora molto di più di quanto paghi oggi. Il secondo è tenere troppo a lungo i titoli in perdita, sperando di rivedere almeno il prezzo a cui li hai comprati prima di vendere - anche quando i fatti che avevano motivato l'acquisto sono cambiati.
In entrambi i casi la decisione è ancorata al tuo prezzo di carico, non al valore dell'azienda oggi. Ma il mercato non sa - e non gli interessa - quanto hai pagato: quel numero esiste solo nella tua testa, non nel bilancio dell'azienda.
L'antidoto è valutare ogni posizione che hai in portafoglio come se dovessi decidere oggi, da zero, se comprarla a questo prezzo - indipendentemente da cosa hai pagato in passato. Se la risposta è sì, tienila o comprane ancora; se è no, il fatto di essere già in guadagno o in perdita non cambia la risposta.