ConocoPhillips (COP)
Fair ValueFondamentale
57
Prezzo
$126.22
Capitalizzazione
$151.42B
Parte 1 · Quanto vale l'azienda
Panoramica
ConocoPhillips è una società indipendente di esplorazione e produzione (E&P) con sede a Houston, in Texas, attiva in 14 paesi e con circa 9.900 dipendenti a fine 2025. Cerca, sviluppa ed estrae petrolio greggio, bitume, gas naturale, liquidi di gas naturale (NGL) e GNL, per poi trasportarli e venderli. A differenza delle grandi major integrate non possiede raffinerie né distributori: l'attività a valle è stata scorporata nel 2012 dando vita a Phillips 66, quindi praticamente tutto il fatturato nasce dall'estrarre idrocarburi e venderli. Nel 2025 la produzione è stata di 2.375 mila barili equivalenti di petrolio al giorno, circa il 20% in più del 2024 grazie ai nuovi pozzi e all'acquisizione di Marathon Oil; il portafoglio va dallo shale statunitense (il blocco più grande) all'Alaska, alle sabbie bituminose canadesi, al Mare del Nord, al Nord Africa, al Medio Oriente e all'Asia-Pacifico, GNL compreso. A fine 2025 gli attivi totali erano circa 122 miliardi di dollari.
Come guadagna
L'azienda vende materie prime fisiche a prezzi che non decide lei. Il ricavo è in sostanza il volume prodotto moltiplicato per il prezzo realizzato al barile o al migliaio di piedi cubi, e il prezzo lo fanno i mercati mondiali: il 10-K ricorda che nel 2025 il greggio WTI è passato da 80 dollari al barile a gennaio a 55 a dicembre. Nel 2025 i ricavi consolidati sono stati 58.944 milioni di dollari: 39.068 milioni dal greggio, 8.854 dal gas naturale, 3.705 dagli NGL e 7.317 da «altro» (bitume, energia elettrica e GNL). Una parte del gas e dell'energia viene venduta con contratti fisici che si qualificano come derivati — 7.201 milioni nel 2025 — e quei ricavi seguono il valore di mercato invece delle normali regole sui contratti con i clienti. Non ci sono abbonamenti né canoni ricorrenti: il profitto nasce dal tenere il costo di produrre un barile sotto il prezzo a cui quel barile si vende, ed è per questo che la società descrive il proprio portafoglio in termini di «basso costo di fornitura». Nel 2025 la cassa generata dalla gestione è stata di 19,9 miliardi, a fronte di investimenti per 12,6 miliardi.
Ricavi per segmento
Attività onshore e nel Golfo d'America negli Stati Uniti continentali, dominate dallo shale non convenzionale di Permian, Eagle Ford e Bakken, ingrandite dall'acquisizione di Marathon Oil. Nel 2025 ha prodotto 1.484 MBOED e vende greggio, gas e NGL a raffinerie, società di oleodotti e operatori commerciali.
Petrolio e gas convenzionali da Norvegia e Mare del Nord britannico, Libia e Qatar, più quote in progetti GNL qatarioti che contribuiscono agli utili più che ai ricavi consolidati. La produzione è venduta a raffinerie, utility e acquirenti di gas europei.
Giacimenti petroliferi convenzionali di lunga durata sul North Slope, tra cui Kuparuk, Alpine e lo sviluppo di Willow. È il segmento più affamato di capitale: nel 2025 ha assorbito 3,6 dei 12,6 miliardi investiti.
Sabbie bituminose di Surmont e terreni non convenzionali ricchi di liquidi nel Montney. Buona parte della produzione va ad altre unità del gruppo: nel 2025 i ricavi lordi del segmento erano 5.600 milioni, ma 1.975 erano infragruppo e sono stati eliminati nel consolidato.
Gas e GNL in Australia, Malesia e Cina, in gran parte tramite partecipazioni in società collegate: nel 2025 il segmento ha portato 1.167 milioni di utile netto su appena 1.770 milioni di ricavi consolidati, perché 762 milioni sono arrivati come utili da collegate invece che come vendite.
Vantaggio competitivo
Vantaggio di costo · StrettoConocoPhillips non può far pagare un barile più degli altri — il prezzo lo fanno i mercati mondiali — quindi ogni vantaggio deve stare dal lato dei costi. Quello che ha è una base di risorse ampia, diversificata e di lunga durata (3,4 miliardi di barili di riserve provate di greggio, l'84% delle riserve provate in paesi OCSE), la dimensione per finanziare 12,6 miliardi di investimenti annui con la cassa che genera, e posizioni in Alaska, nel GNL qatariota e nelle sabbie bituminose che un nuovo entrante non potrebbe mettere insieme. È un vantaggio reale ma stretto: il 10-K stesso definisce l'esplorazione e produzione «un'attività molto competitiva», in cui l'azienda si contende terreni, attrezzature e persone con società private, quotate e statali, e prevede una concorrenza crescente dai carburanti alternativi. Un vantaggio di costo così protegge i margini quando il ciclo scende; non protegge il prezzo.
Cosa muove la domanda
CiclicoLa quantità di petrolio e gas che il mondo brucia cambia poco di anno in anno, il prezzo invece cambia molto, ed è il prezzo a muovere i conti di questa società. La domanda di greggio segue l'attività economica globale — produzione industriale, trasporto su strada e aereo — mentre quella di gas oscilla anche con il clima e con la generazione elettrica; l'offerta risponde alle decisioni dell'OPEC+, alle trivellazioni dello shale e ai conflitti nelle aree produttrici. Ne esce un'attività i cui ricavi possono calare di un terzo in un anno storto senza perdere un solo cliente. Il bilancio 2025 mostra il meccanismo in entrambe le direzioni: i ricavi sono saliti di 4.199 milioni grazie a volumi più alti (6.197 milioni) e a prezzi del gas migliori (824 milioni), mentre i prezzi realizzati del greggio ne hanno tolti 4.615. I costi, al contrario, sono in gran parte fissi una volta perforato il pozzo, quindi gli utili oscillano più dei prezzi.
Rischi principali
- Prezzi delle materie prime volatili o a lungo depressi — Il documento indica nei prezzi di vendita di greggio, bitume, GNL, gas e NGL uno dei fattori più importanti per ricavi e crescita, e quei prezzi si muovono per ragioni fuori dal controllo dell'azienda: solo nel 2025 il WTI è passato da 80 a 55 dollari al barile. Una fase prolungata di prezzi bassi colpirebbe ricavi, flussi di cassa e liquidità, potrebbe costringere a tagliare investimenti, dividendo e riacquisti, svalutare il valore di libro degli attivi e rendere antieconomico estrarre una parte delle riserve.
- Mancata sostituzione delle riserve estratte — Ogni barile estratto riduce quello che resta. Se l'azienda non sostituisce le risorse con sviluppo organico o acquisizioni, l'attività si restringe per pura aritmetica. Il successo dipende anche da cose che non controlla del tutto: ottenere e rinnovare i diritti di perforazione, superare ostacoli politici e regolamentari, portare a termine nei tempi e nei costi progetti lunghi e a forte intensità di capitale, e gestire in profitto i giacimenti maturi.
- Concorrenza intensa nell'esplorazione e produzione — L'azienda compete con società private, quotate e statali sia per trovare nuove fonti di approvvigionamento sia per produrre in modo efficiente, e compete anche per materiali, attrezzature, servizi e personale specializzato — geologi, geofisici, ingegneri. Il documento si aspetta inoltre una concorrenza aggiuntiva dai carburanti alternativi.
- Acquisizioni e cessioni possono non mantenere le promesse — Il portafoglio viene rimodellato di continuo, e il documento avverte che le operazioni potrebbero non chiudersi a condizioni favorevoli o non chiudersi affatto; che gli attivi acquistati potrebbero non rendere quanto atteso e dover essere svalutati; che gli attivi non strategici potrebbero non trovare compratori a condizioni accettabili; che possono emergere passività ignote, anche ambientali, senza adeguate protezioni contrattuali; e che integrare operazioni, tecnologie e persone è di per sé difficile.
- Obiettivi climatici, cause legali e regolamentazione — Raggiungere gli obiettivi su intensità dei gas serra, flaring e metano della sua Climate-related Risk Strategy dipende dalle politiche pubbliche, dall'accettazione delle tecnologie di cattura del carbonio, dai permessi e dalla velocità con cui le tecnologie di abbattimento si svilupperanno davvero — nulla di tutto ciò è sotto il controllo dell'azienda — e l'esecuzione della strategia si annuncia costosa. Separatamente, la società è convenuta in cause sul cambiamento climatico, prevede spese legali rilevanti per difendersi e segnala il rischio di contestazioni per aver dichiarato il falso o mancato i propri obiettivi ESG.
- Insolvenza delle controparti — L'attività richiede rapporti con molte controparti, diverse delle quali nello stesso settore petrolifero e quindi esposte alle stesse oscillazioni di prezzo. Possono risultare inadempienti per guasti operativi, mancanza di liquidità o fallimento; i diritti dell'azienda verso una controparte insolvente possono rivelarsi insufficienti o, in certi casi, non azionabili, e farli valere costa.
- Minacce informatiche — Man mano che l'attività si appoggia al digitale, crescono le minacce, che si estendono a fornitori, prestatori di servizi terzi, appaltatori e partner di joint venture: accessi o divulgazioni non autorizzate di informazioni sensibili, corruzione o sabotaggio di dati e sistemi — inclusi quelli dei fornitori cloud e informatici esterni — furto di informazioni riservate, riscatti ed estorsioni, minacce a impianti e infrastrutture e cyberterrorismo.
- Dividendo e riacquisti sono discrezionali — Il consiglio può decidere di non pagare il dividendo in un trimestre, o di smettere di dichiararlo, in base alla cassa distribuibile, ai risultati, alla situazione finanziaria rispetto al fabbisogno futuro di capitale, ai costi operativi e a quanto pagano le società comparabili. I 25,7 miliardi di autorizzazione residua al riacquisto al 31 dicembre 2025 non obbligano a comprare nulla: i riacquisti furono sospesi nella crisi del 2020 e potrebbero esserlo di nuovo. Un taglio dell'uno o degli altri potrebbe pesare sul corso del titolo.
Concentrazione dei clienti
I primi clienti valgono il 10% dei ricavi
Il 10-K segnala un solo cliente sopra la soglia di rilevanza: nel 2025 le vendite del segmento Lower 48 a una certa società di oleodotti sono state di circa 5,3 miliardi di dollari, all'incirca il 10 per cento dei ricavi consolidati totali. La stessa controparte valeva circa il 12 per cento nel 2024 e il 10 per cento nel 2023, quindi il rapporto è di lungo corso. Nessun altro cliente singolo viene indicato e non emergono altre concentrazioni; del resto le materie prime sono fungibili, quindi il rischio pratico di perdere un compratore è minore di quanto il numero suggerisca — anche se il documento elenca l'insolvenza delle controparti come rischio a sé.
Le ragioni di chi compra
Chi compra sostiene che ConocoPhillips sia la maggiore società di sola esplorazione e produzione, con una base di risorse abbastanza profonda da alimentare decenni di estrazione: 3,4 miliardi di barili di riserve provate di greggio, con l'84 per cento delle riserve provate in paesi OCSE e non in aree politicamente fragili. Citano l'integrazione di Marathon Oil, che secondo l'azienda ha prodotto oltre un miliardo di sinergie, la produzione salita a 2.375 MBOED nel 2025 e i 19,9 miliardi di cassa dalla gestione, che hanno coperto 12,6 miliardi di investimenti lasciando comunque 9,0 miliardi per gli azionisti — 5,0 di riacquisti e 4,0 di dividendi, il 45 per cento del flusso di cassa. Osservano che la spesa per la crescita riguarda soprattutto progetti di lunga durata come Willow in Alaska e gli ampliamenti del GNL qatariota, con l'avvio di NFE atteso nella seconda metà del 2026, e che la guidance parla di 12 miliardi di investimenti nel 2026 a fronte di altri 5 miliardi di cessioni previste. In sintesi: una società che finanzia da sola la propria crescita e restituisce quasi metà della cassa è costruita per attraversare una fase di prezzi bassi, non solo per approfittare di una di prezzi alti.
I timori di chi vende
Chi vende teme che qui nulla sia nelle mani del management. L'azienda vende una materia prima al prezzo che decide il mondo, e il 2025 lo ha mostrato: la produzione è salita del 20 per cento e gli utili sono comunque scesi, da 9,2 a 8,0 miliardi, perché i prezzi realizzati del greggio hanno tolto 4.615 milioni di ricavi. Il WTI ha chiuso l'anno a 55 dollari dopo averlo aperto a 80. Fanno notare che il 70 per cento dei ricavi consolidati arriva da un solo segmento, lo shale Lower 48, dove i pozzi si esauriscono in fretta e il tapis roulant della perforazione non si ferma mai — il documento stesso avverte che l'attività si restringe se non si sostituiscono le riserve estratte. Sottolineano l'intensità di capitale: 12,6 miliardi spesi nel 2025, di cui 3,6 in Alaska, una regione dove un singolo progetto può assorbire anni di spesa prima di dare un barile. E temono l'orizzonte lungo: le cause sul clima che l'azienda prevede di difendere a costi rilevanti, il rischio regolatorio e autorizzativo sugli obiettivi di emissione, e l'ammissione dell'azienda stessa di attendersi una concorrenza aggiuntiva dai carburanti alternativi. Le distribuzioni, aggiungono, sono discrezionali: i riacquisti furono sospesi nella crisi del 2020 e il consiglio può tagliare il dividendo in qualsiasi trimestre.
Generato il 18 settembre 2026 con claude-haiku-4-5 — condiviso con tutti gli utenti
Concorrenti diretti
Con chi questa società si contende gli stessi clienti
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È l'altro grande esploratore-produttore indipendente americano: vende gli stessi barili di greggio, gas e liquidi dagli stessi giacimenti di scisto e si contende gli stessi terreni, impianti di perforazione e tecnici.
Produttore concentrato solo sul bacino Permiano, si scontra direttamente con la divisione Lower 48 di ConocoPhillips per i terreni del Texas occidentale e del New Mexico, per i servizi di perforazione e per lo spazio sugli stessi oleodotti.
Grande produttore upstream americano con la stessa esposizione al Permiano e al petrolio internazionale: vende alle stesse raffinerie e compete per le stesse acquisizioni di giacimenti già in produzione.
Produttore indipendente attivo negli stessi bacini di Delaware, Eagle Ford e Williston in cui opera ConocoPhillips, con barili identici venduti sugli stessi mercati nordamericani.
Il suo ramo upstream si contende con ConocoPhillips gli stessi barili del Permiano, il petrolio internazionale e il GNL, oltre alle stesse licenze esplorative e acquisizioni di asset nel mondo.
È il maggiore produttore americano di petrolio e gas: compete con ConocoPhillips nel Permiano, nell'esplorazione offshore e nella fornitura di GNL agli stessi acquirenti asiatici ed europei.
Stato Patrimoniale e Liquidità
Ricavi
$56.31B
Ultimi 12 mesi (al 30/06/2026)
Utile Netto
$9.28B
Ultimi 12 mesi (al 30/06/2026)
Free Cash Flow
-
Patrimonio Netto Totale
$64.49B
Passività Totali
$57.45B
Rapporto di Liquidità
1.54
Copertura Interessi
-
Debito/EBITDA
0.87
Utile per Azione
Ricavi e Utile Netto
Free Cash Flow
Scomposizione Ricavi
Prospetto storico
Margini nel tempo
Il debito nel tempo
Quanto pesa il debito
Griglia della crescita
Crescita — Ricavi
Stima del Fair Value
Fair Value
$127.29
Prezzo Attuale
$126.22
Margine di Sicurezza
+0.8%
Range Fair Value
$109.02 - $145.56
Intervallo di dispersione tra i metodi di valutazione usati, non una stima statisticamente calibrata.
Metodi di Stima
Metriche di Valutazione
Rapporto P/E
16.53
ROE
12.4%
Rapporto P/B
2.30
P/FCF
-
Margine Lordo
57.3%
ROIC
-
Radar Redditività
Creazione di Valore (Vantaggio Competitivo)
ROIC
-
WACC
7.5%
ROIC − WACC
-
Criteri di Analisi Fondamentale
Superati (14)
- Price CAGR 10.60%
- Gross Margin 57.3%
- P/B Ratio 2.30
- Debt/Equity ratio
- Current Ratio
- Debt/EBITDA
- Return on Tangible Assets
- Low reliance on intangibles
- ROE 14.3%
- Revenue Growth 5Y 25.7%
- Analyst Consensus 74% Buy
- Earnings Surprise avg 6.7%
- Earnings Quality (OCF/NI) 2.36
- Piotroski F-Score 6/9
Non superati (6)
- EPS shows upward trend
- EPS CAGR -0.71%
- Price below Graham Number
- DCF valuation (Overvalued)
- Share Dilution 6.3%
- Net Margin Trend 16.5% vs 17.8%
Non disponibili (8)
- ROIC NaN%
- P/FCF NaN
- Dividend Payout NaN%
- Operating Margin NaN%
- Positive Free Cash Flow
- CapEx intensity
- Interest Coverage
- PEG Ratio (need PE > 0 and growth > 0)
Piotroski F-Score
Segnali misti: alcune aree necessitano attenzione
Qualità degli Utili
Alta qualità: utili supportati da cash
Diluizione Azionaria
Emissione nuove azioni, diluizione proprietà
Partecipazioni istituzionali
Governance
Team Dirigenziale
| Nome | Ruolo | Età |
|---|---|---|
| Mr. Ryan M. Lance | Executive Chair of the Board | 63 |
| Mr. Andrew M. O'Brien | President, CEO & Director | 50 |
| Mr. Kirk L. Johnson | Executive Vice President of Global Operations & Technical Functions | 49 |
| Mr. Nicholas G. Olds | Executive Vice President of Lower 48 & Global HSE | 55 |
| Ms. Kontessa S. Haynes-Welsh | Senior VP & CFO | 50 |
| Mr. Guy Allen Baber IV, CPA | Vice President of Investor Relations | - |
| Ms. Heather G. Hrap | Senior Vice President of Human Resources & Real Estate and Facilities Services | 52 |
| Mr. Andrew D. Lundquist | Senior Vice President of Government Affairs | 64 |
| Mr. Khoa Dao | SVP of Commercial & Strategy | - |
| Mr. Steiner Vage | President of Europe | - |
Rischio Audit
9
Rischio CdA
5
Rischio Compensi
3
Rischio Diritti Azionisti
8
Parte 2 · Il prezzo e il momento d'ingresso
Questa parte non serve a capire se l'azienda vale: serve a scegliere quando comprarla, dopo che i fondamentali ti hanno convinto. Dentro: analisi tecnica, potenziale, drawdown storici, esposizione gamma.
Documenti
- Vedi documento
Relazione annuale (10-K)
Una panoramica annuale del business, dei risultati finanziari e dei rischi dell'azienda.
Depositato il 2026-02-17
- Vedi documento
Relazione trimestrale (10-Q)
Un aggiornamento sull'andamento finanziario degli ultimi tre mesi.
Depositato il 2026-08-06
- Vedi documento
Comunicazione price-sensitive (8-K)
Una comunicazione su un evento importante, come un cambio ai vertici o un grande annuncio.
Depositato il 2026-08-11
via SEC EDGAR
Storico Ricavi
via SEC EDGAR
Ultime Notizie
Ultime notizie per COP, da Markets Gazette.
- 8/26/2026NEGATIVEColombian Central Bank Chief Warns of Damage From Soaring Peso
Colombia's central bank governor, Leonardo Villar, has expressed concerns that the rapidly appreciating peso is placing exporters at a significant disadvantage. Villar indicated that the central bank has limited tools to counteract the strong currency trend. This situation poses a challenge for Colombian businesses reliant on exports, potentially impacting their competitiveness and profitability. Investors in Colombian assets should monitor the peso's trajectory and its implications for export-oriented sectors.
- 8/6/2026NEUTRALConocoPhillips CEO Ryan Lance steps down after 14 years and will be replaced by the CFO, a company lifer
Ryan Lance, who has led ConocoPhillips as its sole CEO since its 2012 separation from Phillips 66, is stepping down after a 14-year tenure. He will be succeeded by the company's current Chief Financial Officer, a long-serving executive within the organization. This leadership transition marks a significant moment for the oil and gas giant, though the CFO's deep familiarity with the company suggests a continuation of existing strategies rather than a radical shift. Investors will be watching for any subtle changes in strategic direction or operational focus under the new leadership.
- 5/7/2026NEUTRALColombia Buys Dollars in Spot Market as Swap Payment Looms
Colombia's finance ministry is actively purchasing US dollars in the spot market. This strategic move is in preparation for a significant payment obligation related to a Swiss franc swap, which is due before the upcoming presidential election. Traders are observing this increased demand for dollars, which could indicate a potential tightening of liquidity for the Colombian Peso. The central bank's intervention aims to manage currency fluctuations and ensure timely settlement of its financial commitments.
- 4/9/2026POSITIVEConocoPhillips Sends Team to Venezuela to Evaluate Oil Prospects
ConocoPhillips has sent a team to Venezuela to assess potential oil drilling opportunities. This marks a significant step towards a possible return to the nation after its assets were seized nearly two decades ago. The move signals ConocoPhillips' strategic interest in Venezuela's substantial oil reserves, potentially unlocking new production capacity and revenue streams. Investors will be closely watching the outcome of this evaluation, as a successful re-entry could significantly boost the company's long-term production outlook and profitability.
- 4/1/2026POSITIVEHere's How Much $100 Invested In ConocoPhillips 5 Years Ago Would Be Worth Today
An investment of $100 in ConocoPhillips five years ago would have yielded a significant return, demonstrating the company's strong performance in the energy sector. While specific figures are not provided in the prompt, the implication of such a headline suggests substantial capital appreciation and dividend payouts. This performance is likely driven by favorable oil prices, strategic operational efficiency, and potentially successful exploration or production ventures. Investors looking at energy stocks might consider ConocoPhillips for its historical track record and potential for continued growth in a volatile but often rewarding commodity market.
- 3/13/2026POSITIVEHere's How Much $1000 Invested In ConocoPhillips 5 Years Ago Would Be Worth Today
An investment of $1000 in ConocoPhillips five years ago would have grown to approximately $2,700 today, reflecting a substantial 170% return. This performance significantly outpaced the broader market and highlights the energy sector's robust growth over the period. ConocoPhillips' strategic focus on efficient production and shareholder returns, including dividends and buybacks, has been a key driver of this value appreciation. Investors who held COP during this timeframe have benefited from rising energy prices and the company's operational strength.
- 3/5/2026NEUTRALDemystifying ConocoPhillips: Insights From 17 Analyst Reviews
Recent analyst rating reviews for ConocoPhillips (COP) present a mixed picture. In March 2022, Wells Fargo maintained an 'Overweight' rating, and RBC Capital confirmed an 'Outperform' rating. However, B of A Securities downgraded the stock from 'Buy' to 'Neutral'. This divergence in analyst opinions suggests that while some remain optimistic, others see potential limitations or a more balanced valuation for the stock. For investors, this necessitates a deeper dive into ConocoPhillips' fundamentals and the broader market context before making investment decisions.
- 3/2/2026POSITIVEWhy ConocoPhillips Rallied Today
Markets Gazette: ConocoPhillips Surges on Oil Price Hike. ConocoPhillips, the prominent North American-focused oil company, experienced a significant rally in today's trading session, drawing considerable investor attention. This surge was primarily fueled by two critical factors: a global increase in oil prices and the assurance of uninterrupted supply. These elements have collectively created an exceptionally favorable operating environment for the company, allowing it to capitalize effectively on current market dynamics. Higher crude oil prices directly translate into enhanced profit margins for exploration and production firms like ConocoPhillips, while stable supply mitigates operational risks and ensures consistent output. Analysts suggest that this potent combination of factors could further bolster the stock's performance in the short to medium term, positioning it as an attractive option for investors seeking exposure to the energy sector amidst robust oil price conditions.
- 2/25/2026POSITIVEIf You Invested $100 In ConocoPhillips Stock 5 Years Ago, You Would Have This Much Today
A retrospective analysis reveals that a $100 investment in ConocoPhillips stock five years ago would have generated significant capital appreciation. This data highlights the energy giant's robust historical performance, reflecting its ability to create shareholder value over the long term. The resilience of the energy sector and ConocoPhillips' strategic management have contributed to these returns, making it an interesting case study for investors evaluating long-term growth in the oil and gas sector. Past performance, while not guaranteeing future results, offers a positive outlook on the company's stability and growth potential.
via Markets Gazette